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martedì 17 gennaio 2017

Il Corriere di Chroma #5 - Il Lungo Silenzio

Dopo un ragionevole e modesto intervallo di tempo di circa due anni e mezzo, rieccoci qua!
Giuro che ci sono delle scuse validissime a difesa del lungo silenzio che c'è stato riguardo a Chroma, e saranno qui di seguito esposte.
Eravamo rimasti all'avventuroso viaggio in India durante il quale si festeggiarono, tra i colori dell'Holi festival (quello vero, non le versioni occidentali da rave party e DJ set), i quattro anni dalla nascita dell'idea di Chroma.
Una volta tornato in Occidente ripresi la regolare stesura del romanzo e il periodo che seguì, sebbene privo di altri avvenimenti degni di nota, fu uno dei più importanti per Chroma, perché fu il tempo in cui vennero concretizzate tutte le idee che io e Susi avevamo concepito negli anni precedenti...
Nulla venne tralasciato, ogni cosa andò pian piano al suo posto e fu così che un altro anno passò finché, quasi inaspettatamente, arrivò il giorno tanto atteso: il 29 maggio 2015 scrissi finalmente la parola "fine" e, di lì a poco, il romanzo vide la luce, venne trovata la casa editrice, fu pubblicato e vendette milioni di copie.
Fine.



..
Ah, no.
No, non è esattamente andata così, per quanto mi sarebbe piaciuto...
Come in ogni buona camminata in montagna, ogni volta che si arriva alla fine di una ardua salita, ecco che se ne scorge subito un'altra.
Quando iniziai a mettere per iscritto le prime pagine del primo capitolo non provai neanche a scrivere a computer, perché già sapevo che non ci sarei riuscito... effettivamente, le situazioni in cui riuscivo a scrivere erano solitamente nella natura dopo una tranquilla pedalata, oppure al bar con un cappuccio e una brioche; con tastiera e schermo non avrei mai avuto quella tranquillità, spontaneità e naturalezza che invece la scrittura a mano mi diede (per non parlare di che gran taccuino ne è venuto fuori!), perciò, una volta finito di scrivere l'ultimo capitolo, mi resi conto che il lavoro ancora da fare era notevole, non solo per quanto riguardava la trascrizione in sé, ma anche perché la storia, essendosi sviluppata in un periodo lungo anni, aveva ormai alcune incoerenze, e molte idee geniali che mi erano venute in corso d'opera erano da inserire anche nei capitoli precedenti.
Fu così che iniziai la correzione e integrazione del testo man mano che lo trascrivevo al computer; fu (ed è) un processo a tratti noioso, perché odio trascrivere, ed a tratti elettrizzante, perché è in questa fase della lavorazione che ci si rende conto che si ha davvero tra le mani ciò che dovrà essere letto da editori e un giorno pubblicato...

Avevo trascritto sei o sette capitoli, quando avvenne una cosa che avrebbe sconvolto tutti i miei piani, su ogni livello. Il 14 di marzo 2016 ci fu il prologo di un'altra grande storia: era l'inizio di una lunga avventura, che cominciò a mettere le radici in via Amendola 10/B a Biella, in un locale di un centinaio di metri quadri in centro città chiuso da anni. Lì sarebbe sorto un luogo di lavoro e creatività, di tecnica e arte, un originale studio e laboratorio grafico, unico nel suo genere. Ovviamente però c'era da rimboccarsi le maniche: le pareti erano umide, scrostate e di un orribile e cattivissimo bordeaux, gli infissi in cattivo stato, il riscaldamento assente e l'impianto elettrico da rifare... volendo evitare di spendere i milioni, c'era da lavorare sodo per rendere epicamente affascinante quella vecchia topaia.
I lavori si protrassero a lungo e, visto che anche i lavori di grafica erano aumentati, nelle mie giornate non ci fu più il tempo materiale di dedicarmi alla trascrittura del romanzo, sicché restò da una parte per lunghi mesi.


Finalmente il gran giorno arrivò, e il 2 dicembre venne inaugurato lo studio di EMME GRAFICA, condiviso con Jo di JL GRAFICA, ed iniziò davvero l'avventura, tra grafiche e stampe, nuovi programmi e vecchi macchinari, clienti e tipografie, e ci volle poco perché tutto si trasformò in ordinarietà, e quel lavoro, prima visto come occasionale e appassionato, divenne quotidiano ed essenziale.
Venne l'anno nuovo, e dopo un paio di settimane giunse (finalmente, direte voi) il motivo per cui esiste questo post, perché all'improvviso io e Susi ci siamo resi conto che il 17 gennaio sarebbero stati ben cinque anni (CINQUE!) da quando scrivemmo le prime parole di Chroma, seduti ad un tavolino di un fast food in piazza Duomo a Milano.
Non si sa bene se sia la buona notizia di una bella ricorrenza, o un fatto imbarazzante per il tanto tempo passato, fatto sta che siamo arrivati fin qui, manca davvero poco, nient'altro che uno scatto, uno sprint finale, e vedrete meraviglie!


Che dire, finalmente siamo arrivati in pari ai giorni nostri col racconto delle vicende dietro al romanzo; sicuramente sarà impegnativo, viste le millemila cose da fare, ma cercheremo di aggiornarvi più spesso su come procede la stesura e su tutto ciò che avverrà a Chroma nei prossimi tempi!

State colorati!
Chroma


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