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venerdì 19 ottobre 2012

La Realtà Nel Fantastico #4 - Sogno e realtà: Little Nemo

Finalmente, dopo aver ripercorso la storia del fumetto, inizio lo studio delle opere da me scelte per questo lavoro di tesi.


LA REALTÀ NEL FANTASTICO 
DAGLI STUDI DI TOLKIEN AL FUMETTO D'AUTORE 


4 - SOGNO E REALTÀ: LITTLE NEMO

    La prima opera a fumetti che andremo ad analizzare è la serie di Little Nemo in Slumberland, realizzata da Winsor McCay a partire dall'ottobre del 1905. Si tratta di tavole di uscita settimanale che raccontano le avventure oniriche del piccolo Nemo nel reame dei sogni nelle quali incontra personaggi e situazioni di ogni tipo e, immancabilmente, nell'ultima vignetta di ogni pagina il giovane protagonista si risveglia - solitamente cadendo dal letto - interrompendo così le fantastiche visioni in cui era immerso. 

Fig. 4.1 - Una delle più suggestive tavole di Little Nemo in Slumberland.

4.1 - Teatro a fumetti
    Uno dei più evidenti elementi di connessione con la realtà o, meglio, con una differente forma d'arte, è la grande teatralità, ancor prima che drammaticità, dell'opera: c'è una grande somiglianza tra una singola vignetta di Little Nemo ed un palco di teatro in cui si sta svolgendo un qualsiasi spettacolo, visto dalla platea; i personaggi si trovano quasi sempre sullo stesso piano, con le ambientazioni che si innalzano come plastiche scenografie dietro di essi, e difficilmente si vedrà un primo piano o anche solo un mezzo busto di un qualsiasi personaggio rappresentato. 

    Sarà soltanto nelle tavole successive al 1909 (tranne qualche precedente eccezione) che questa rigidità verrà superata, creando scenari dotati di una maggiore profondità, ponendo i personaggi in diversi piani l'uno rispetto all'altro, introducendo mezzi busti e primi piani, presentando immagini in cui inizia a prendere piede la rappresentazione del movimento e di una più accurata prospettiva, in modo da poter rappresentare situazioni ancora più dinamiche e comunicare ancora più efficacemente la grande atmosfera onirica, la fantastica ricchezza di elementi e suggestioni, e le particolari e nuove sensazioni, da alcuni ritenute precocemente psichedeliche, di alcune particolari avventure, in cui colori, forme e visioni formano un'unico insieme dotato di un'impatto raramente proposto, anche negli anni seguenti, da tavole di fumetto. 


4.2 - Nel mondo dei sogni
    Al di là delle vicende raccontate e dello stile grafico e narrativo, ciò che ci interessa nell'analizzare quest'opera, alla luce di quanto detto finora, è studiarne i molti elementi di connessione con la realtà e, in particolare, con la realtà del primo decennio del '900, periodo di pubblicazione di Little Nemo in Slumberland, sulla pagina domenicale del New York Herald⁸.

    Certamente le avventure di Nemo non potrebbero essere incluse nelle raccolte di fiabe, almeno non secondo Tolkien, che afferma: “Poiché la fiaba tratta di meraviglie, non può tollerare alcuna cornice (come il processo onirico) o meccanismo tale da far balenare il sospetto che l'intera vicenda in cui esse hanno luogo sia finzione o illusione”⁹. Ciò che egli intende dire è che creando vicende palesemente fantastiche e collegandole direttamente con il mondo reale, attraverso il sogno o meccanismi come la macchina del tempo o cose simili, si ottiene un'opera la cui natura è essenzialmente poco credibile, perché tratta di alterazioni della normalità nel mondo reale, ossia finzioni, e non invece di vicende realmente accadute in una realtà secondaria, creata dall'autore. Tuttavia, il caso di Little Nemo potrebbe rappresentare un'eccezione, perché, a differenza per esempio delle avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, in cui le vicende sono caotiche, spesso scollegate tra loro e basate essenzialmente su giochi verbali e logici, nei sogni del giovane Nemo si ha la visione di un mondo, Slumberland, ben strutturato, con regole e logiche proprie, che forniscono l'idea molto credibile di un mondo a sé, non presente solo nella mente di Nemo quando dorme, ma indipendente da lui, che probabilmente sussiste anche quando lui è sveglio, e solamente il sonno può fare da veicolo tra le due realtà. Eppure i due mondi sono molto più legati di quanto possa apparire a prima vista. In primo luogo, il tempo scorre regolarmente in Slumberland come nella realtà, a differenza di quanto accade per esempio nei racconti de Le Cronache di Narnia, in cui il tempo scorre in maniera estremamente irregolare e incongruente rispetto alla realtà, e il susseguirsi di stagioni, di anni e delle festività, come il Natale, Capodanno, il 1 Aprile, il giorno del Ringraziamento, eccetera, avviene nello stesso modo anche in Slumberland. Anzi, nel reame di Morfeo i tempi forti dell'anno vengono vissuti con una tale atmosfera e totalità che c'è da chiedersi se non sia il mondo reale, ad essere soggetto ai cambiamenti di quello onirico, piuttosto che il contrario.

    Little Nemo in Slumberland potrebbe quindi rappresentare l'eccezione alla regola di Tolkien, perché nelle sue pagine vengono fornite spiegazioni mitiche di fatti reali, viene presentata l'essenza delle cose di questo mondo nello stesso modo e con la stessa poetica con cui ciò accade nella fiaba: nello stesso modo in cui miti e fiabe raccontano di personificazioni delle forze della natura e rendono dei, elfi e fate responsabili dei grandi cambiamenti del mondo, così avviene anche in Slumberland: è lo zio di Flip (il rivale di Nemo), l'Alba, che, invocato dal nipote, fa venire il giorno causando così l'interruzione del sonno del protagonista; è un uomo che, arrivando a Gennaio in fasce e andandosene via vecchietto a Dicembre, scandisce il passare del tempo e causa lo scorrere degli anni; se nelle notti d'inverno Nemo ha freddo, è perché in sogno sta visitando l'immenso palazzo di ghiaccio del signor Gelo, ed è un gigantesco tacchino ad annunciare i festeggiamenti del giorno del Ringraziamento. 


4.3 - Il sogno in tempi moderni
    Ma oltre a questi elementi mitici e fiabeschi, in Slumberland si cela anche qualcosa di più profondo: i sogni di Nemo vengono vissuti dal lettore non solo come semplici avventure fantastiche, ma come esperienze attraverso le quali scoprire l'essenza della realtà dei nostri tempi. 

Fig. 4.2 - “Buon anno, papà!”

    Viene facile pensare alla realtà odierna, quando Nemo giunge in dirigibile su Marte e scopre, rischiando di soffocare, che là anche l'aria e le parole sono di proprietà di un potente capitalista, che le vende a caro prezzo¹⁰; impossibile non commuoversi leggendo le parole di Nemo che, all'alba del 1910, proclama solennemente: “Ai miei amici e ai miei nemici, auguro felicità per il nuovo anno, e per sempre!”¹¹; difficile non vedere la vittoria del bene sul male non in scontri tra grandi eserciti, ma nel recupero, da parte di Nemo, con la sua esemplare magnanimità, di Flip Flap, inizialmente nemico giurato e rivale del protagonista, in seguito suo grande compagno di avventure.

    Tutte queste cose rendono grandiosa, ad uno sguardo attento, questa raffinata opera, che di primo acchito può sembrare infantile; inoltre questo fumetto ed i suoi contenuti, pensati e realizzati nei primi anni del XX secolo, rappresenta una finestra sul mondo e sulla società di inizio novecento, non solo per usi e costumi, ma perché permette di vedere la vita di tutti i giorni con occhi semplici e genuini, che vanno al cuore delle cose, proprio grazie alla fantasia, attraverso la quale non solo evadiamo, ma riscopriamo l'interesse, la meraviglia e l'importanza di cose semplici e basilari, che nel caos della nostra società sembrano aver perso importanza.

    Paradossalmente, come afferma Oreste del Buono nella prefazione alla raccolta italiana di tutte le tavole del piccolo Nemo dal 1905 al 1910, sembra che abbia da dirci di più su questo secolo McCay con Little Nemo in Slumberland che Freud con L'Interpretazione dei Sogni


Note

Little Nemo nacque il 15 Ottobre 1905 sulla pagina domenicale dell'Herald con il titolo Little Nemo in Slumberland e continuò sino al 1911. Quell'anno McCay passò a Hearst, che pubblicava il New York American e il Los Angeles Examiner, e la serie di Nemo riprese con il titolo di In the Land of Wonderful Dreams. Ma il direttore Arthur Brisbane lo considerava un disegnatore serio, e lo obbligò ad arricchire con grandi composizioni i propri editoriali. Little Nemo riapparve soltanto dodici anni dopo, nel 1924, quando, in seguito alle insistenti richieste dei lettori, McCay riprese la sua collaborazione all'Herald.

⁹J.R.R. Tolkien, Albero e Foglia, V edizione, Bompiani, Milano, 2002, pag. 26

¹⁰Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland, III edizione, Garzanti Linus, Milano, 1901, tavole 24 Aprile, 1 Maggio, 8 Maggio 1910

¹¹Ivi, tav. 26 Dicembre 1909


Non perdetevi il prossimo capitolo, parlerò della Saga di Zio Paperone!
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