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mercoledì 5 marzo 2014

Il Corriere di Chroma #3 - Cappuccino e Croissant

Davvero credevamo che scrivere un romanzo sarebbe stata una passeggiata?
Finché si è trattato di inventare un mondo, organizzare una trama e caratterizzare i personaggi non ci sono state difficoltà, è stato né più né meno come fare una costruzione coi lego; ma quando mi resi conto che a quasi un anno dall'inizio della stesura eravamo ancora fermi al terzo capitolo, mi chiesi che senso avesse procedere così lentamente, e cercai di capire quale sarebbe stato il modo migliore per aumentare produttività e qualità.
Questa è stata la sfida principale da affrontare dopo l'estate 2012, dove la nostra storia si era fermata (Il Corriere di Chroma #2), e di cui parleremo in questo numero del Corriere.

Ma prima di continuare, è con caramelloso piacere che vi presentiamo solennemente il video delle vacanze di branco su Chroma, di cui abbiamo appunto parlato esaurientemente la volta scorsa... Godetevelo!


Sin dall'inizio dell'ideazione di Chroma, da quando noi -Emme e Susi- decidemmo di portare avanti questo progetto, non ci fu un singolo periodo in cui le cose rimasero le stesse a lungo; sono stati anni di cambiamento, nella nostra carriera (prima universitaria poi lavorativa), nei nostri modi e tempi di scrivere e nelle nostre vite; in particolare Susi, che ha avuto un'occasione di lavoro all'estero ed è stata via per mesi, tornando poi qui con "qualcosa" in più che la impegnerà felicemente e a lungo!
Questa era la situazione che ci si prospettava quando, finita la pausa estiva, ritornò la routine lavorativa; per Emme, rimasto in Italia con l'umile attività di grafico e illustratore, la parola chiave che salvò Chroma fu proprio quella: routine.

Spesso è vista con accezione negativa, intesa come la noia del ripetersi dei giorni tutti uguali, e io sono il primo che vuole avere programmi vari e multiformi, anzi a volte non vorrei proprio avere programmi; eppure è solo l'organizzare l'attuazione di un progetto in giornate di lavoro uguali e ripetitive che lo può realizzare, dopotutto non è su questo che l'intera società si basa? Se ognuno facesse le cose solo quando ne ha voglia o si sente ispirato, rimarrebbe sempre tutto incompiuto.
Ecco, il vero cambiamento è stato di non vedere più il romanzo tratto dall'idea di Chroma come un'attività di puro piacere o come un capriccio artistico e basta, ma di incanalarlo completamente nelle attività quotidiane dedicando ogni mattina di ogni settimana alla stesura dei capitoli, non importa se quel giorno non si è ispirati, non si ha voglia o non si è dell'umore adatto, bisogna scrivere e basta.
Questo discorso potrebbe non piacere sempre, potrebbe sembrare un po' una forzatura, costringere un'idea libera e fantasiosa in un meccanismo da catena di montaggio, eppure uno dei suggerimenti più frequenti per chi è alle prese con il primo romanzo è proprio quello di scrivere sempre, ogni giorno, che sia una riga o che siano dieci pagine, non lasciar mai tramontare il sole senza aver buttato giù delle parole sul foglio (sulla moleskine, in questo caso), c'è sempre tempo dopo per modificare, arricchire e aggiustare quei punti più confusi o deboli.
Bene, ci provai e -sorpresa- funzionò! Iniziai a scrivere tutti i giorni e, dopo alcune difficoltà iniziali, iniziai a prendere la mano e la stesura diventava via via più spontanea; ovviamente c'erano giorni in cui le idee abbondavano e scrivevo diverse pagine di getto e giorni in cui non andavo oltre le due o tre righe, ma lo scrivere quotidianamente mi aveva finalmente proiettato nella dimensione giusta per veder crescere senza esitazioni il romanzo: se prima cercavo di raccontare la storia ambientata nel mondo da noi inventato, ora mi trovavo dentro a quel mondo, e scoprivo il susseguirsi degli avvenimenti insieme ai personaggi. Figata.

I giorni dunque passavano veloci all'insegna di Chroma e i capitoli iniziavano a succedersi con più regolarità, finché un piccolo evento cromatico si stagliò all'orizzonte.
In quei giorni mi stavo organizzando per andare un giorno a Roma, perché ero stato invitato ad assistere alla premiere di Dracula 3D, film che Dario Argento aveva girato a Biella l'estate precedente e nel quale ebbi un piccolo ruolo generico, poco più che una comparsa, e l'invito era per due persone. Visto che in quel periodo Susi era momentaneamente in Italia, decisi di proporle di accompagnarmi, ed ella accettò immediatamente. Vista la minor frequenza con cui ci eravamo visti negli ultimi mesi (e in quelli a venire) ne approfittammo per confrontarci il più possibile sul romanzo e per fare anche un video, che finì nel vlog di Chroma sul mio canale Youtube e che riportiamo anche qui di seguito.
Non è stata molto più che un'originale (e luuunga) scampagnata, ma non si può forse dire lo stesso di Chroma (frase ad effetto)?



Tornati da Roma ognuno ha ripreso la sua routine e Chroma continuò a crescere; scoprii che il momento migliore per scrivere era la mattina e che non esisteva miglior carburante di un buon croissant e un bel cappuccino spumoso, perciò diventò ormai un'abitudine quella di svegliarsi ed andare al caffèttino, bar che praticamente diventò una seconda casa.
Fu in questo modo quindi che diedi il benvenuto al 2013 e, ogni giorno, continuai quello che era diventato un lavoro a tutti gli effetti, fino a quando l'idea di svegliarmi ed andare a scrivere non diventò una parte irrinunciabile della mia vita, come se lo avessi fatto da sempre.
@chromabook su instagram
Fu così che la storia proseguì e, lentamente ma inesorabilmente, il numero di pagine scritte cresceva e cresceva, finché una nuova avventura si stagliò all'orizzonte.
Ma questa è un'altra storia.