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venerdì 13 luglio 2012

EMME vs TOPOLINO

Dopo il grande successo riscosso dall'amorevole rissa con Moccia (che potete leggere QUI), ecco che sono tornato all'attacco dell'arte spazzatura. Qui si parla della rivista "Topolino", ormai finita in condizioni penose.
Ma mi sa che questa volta non avrò risposta..


Ciao Topolino!
Sono un bambino cresciuto che ha passato molto tempo a leggere quello che era un fantastico giornalino, le cui storie, saghe e personaggi mi sono rimasti nel cuore e hanno contribuito alla nascita e formazione della mia creatività e fantasia.

Da una quindicina d'anni a questa parte però, questo giornale (un tempo ritenuto il miglior periodico su Topolino in Europa e forse nel mondo, con fanclub sparsi all'estero) ha visto cadere a picco la sua qualità. I disegni (tranne le eccezioni dei disegnatori storici, come Cavazzano e pochi altri) si sono allontanati troppo dallo stile classico, per andare in una direzione sconosciuta, a mio parere un vicolo cieco, e non un'autentica evoluzione di stile, e spesso il tratto è troppo trascurato (soprattutto nelle saghe più pubblicizzate) per una colorazione sì dinamica e moderna, che però non fa che lasciare una sensazione di incompatibilità, di incoerenza. Tutto questo potrebbe essere magari risolto o quantomeno compensato da delle storie belle e ben fatte, e invece niente, non c'è più la sana avventura semplice ma intelligente, ma c'è solo un maldestro scimmiottamento del cinema americano più commerciale.. Dove sono finite le storie dalla cui prima vignetta si respirava già tutta un'atmosfera di serenità, divertimento e avventura? Dove sono finiti gli innumerevoli personaggi secondari che di tanto in tanto facevano una capatina spettacolare nelle vicende di Topolinia e Paperopoli?
Non do la colpa agli artisti, il loro lavoro purtroppo dev'essere in linea con le scelte editoriali; scelte che hanno evidentemente abbassato il target e di conseguenza la qualità del prodotto (perchè non oso più chiamarla "opera") ai minimi storici, rimanendo a questi minimi per lungo tempo, fino ad oggi.

Dico sul serio, prendete in mano il leggendario Topolino n° 2000 (mi vengono gli occhi lucidi solo a pronunciarlo) e sfogliatelo un attimo... Possibile che non ci si renda conto che quella era TUTTA un'altra cosa? ..che quelle pagine trasmettono una passione, una limpidità che sono ormai sparite da tempo? Possibile che un'eccellenza dell'arte italiana si sia affievolita fino a conformarsi completamente col mercato di spazzatura che imperversa là fuori?
Tutto questo potrebbe sembrare la riflessione di un nostalgico che non sa accettare i cambiamenti, ma vi assicuro che non è così. Amerei ancora il Topolino, se solo non fosse diventato illeggibile. Quantomeno lo è per bambini più grandi di 8 o 9 anni, mentre i numeri vecchi, dagli anni '90 indietro, intrattenevano un pubblico di tutte le età.

Concludo citando una breve storia del mitico n°2000:
"Tutto è destinato a cambiare, papà?"
"Non sempre! Ci sono cose che non cambiano! Mutano, si evolvono, si rinnovano, rinverdiscono, ma non cambiano!"
"Per fortuna!"

Parole di questa profondità non si leggono sul Topolino da almeno un decennio: a quanto pare quella fortuna si dev'essere esaurita, perchè alla fine le cose sono cambiate, di molto, e non in meglio.
Amarezza.
M