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venerdì 18 maggio 2012

Disneyland!

Ebbene, come dissi, dopo la scampagnata parigina, dopo le serate al Cafè du Petit Pont, le giornate piovigginose tra Tour Eiffel e Nore Dame e le colazioni con pain au chocolat in giro per gli incantevoli quartieri cittadini, io e il mio collega ci spostammo di qualche Km, per entrare nel luogo in cui ogni bambino tirato su a pane e Disney vorrebbe vivere: Disneyland!
 Che dire, andare in questo luogo "magico" è sicuramente tra i sogni di ogni bambino occidentale di quest'epoca. Eppure uno dei pensieri che mi ronzavano in testa in quei giorni era "se io avessi un bambino non lo porterei a Disneyland, non prima che compia 10 o 11 anni", perlomeno non senza delle precauzioni e regole molto rigide. Non prendetemi per uno troppo serio che non si sa divertire e non vuole far divertire gli altri, ma dai quasi 4 giorni passati là dentro, ciò che ho capito è che Disneyland non è un parco divertimenti. Perlomeno, non solo. Il messaggio non è, come potrebbe essere per Gardaland, "divertitevi!", ma è "comprate roba Disney!"... che siano film, pupazzi, gioielli, finti quadri originali, modellini, stivali, gadget inutili, l'importante è martellare la gente che viene al parco, come se non gli bastassero le centinaia di euro che ricevono da ognuno delle centinaia di migliaia di persone che ci vanno ogni giorno. I bambini sicuramente questo aspetto non lo notano, ma forse è proprio questo il problema, il fatto di avere un'esperienza così forte (perchè per un bambino è decisamente un colpo non indifferente) e che sia completamente legata al consumismo, secondo me non fa altro che indirizzare bambini e famiglie in una strada che sicuramente fa comodo alle multinazionali, ma che senza dubbio non c'entra un fico secco con la pura arte da cui nacquero le prime magie targate Disney.
Detto l'aspetto negativo, ora rimangono solamente gli elogi! La cosa essenziale di Disneyland è che.. è il luogo più assurdo e pazzo che io abbia mai visto. La parola d'ordine (oltre a "compra, compra, compra, compra!!!") è ESAGERARE. D'altronde si tratta di roba americana, perciò l'esagerazione è di casa.
Prima di tutto c'è da premettere ciò: Disneyland Paris, e non Euro Disney come viene erroneamente chiamata (Euro Disney è l'azienda che gestisce il parco, il cui 39% è della Walt Disney Company, e un buon 10% di un principe saudita megamiliardario -wikipedia docet-) è un "centro divertimenti" costituito da due parchi: Disneyland Park (quello noto a tutti), e Walt Disney Studios Park.

Il primo (a sinistra) è il parco che tutti conoscete, almeno di fama; è diviso in 5 aree: Main Street USA, una città americana di inizio '900, con tanto di stazione, municipio, chiostro, barbiere e tanti tanti tanti negozi di ogni tipo; Frontierland, con il Phantom Manor e un quartiere ambientato nel west, con il lago solcato da un battello in stile Mississippi, un'isola con tanto di rollercoaster e un desertissimo (non c'era mai anima viva) quartiere cowboy splendidamente ambientato; Adventureland, il mondo dell'avventura e del mistero, con un quartiere indio-arabeggiante, la Adventure Isle con il galeone dei pirati e la capanna sull'albero tratta dall'Isola del Tesoro, davvero fantastica, forse il luogo più scenografico e magico di tutto il parco, e l'ormai famosissimo Pirates of the Caribbean, l'attrazione che ha ispirato la nota serie di film pirateschi con Giònni; Fantasyland, il luogo più fru-fru di tutti, dedicato ai classici Disney, con il labirinto di Alice, le tazze, la giostra di Dumbo, il Paese delle Fate e lo Small World, a cui senza dubbio si sono ispirati i Muse per il video di Invincible; e Discoveryland, la sezione più tamarra, con un'ambientazione futuristica, anche se l'unica attrazione veramente degna di nota è la Space Mountain: Mission 2, un mega roller coaster al chiuso, in cui si sfreccia a velocità pazza tra asteroidi, pianeti e stelle che esplodono...
 E al centro delle cinque terre Disneyane troneggia spavaldo il castello della Bella Addormentata, oggetto di enorme meraviglia soprattutto a fine giornata: siamo stati enormemente fortunati, perchè essendo il 20° anniversario del parco, ad aprile (e solo ad aprile!!!) ogni sera c'era lo spettacolo Disney Dreams, una roba mozzafiato, a dir poco sconvolgente.. credo di non aver mai visto nulla del genere. Perchè vedere enormi esplosioni, effetti speciali, colori e luci, finchè sono in TV o proiettati in uno schermo è un conto, ma vederseli lì, reali, davanti agli occhi, è un'esperienza unica. Per 20 minuti buoni ho creduto di vivere in una fiaba. Figuriamoci i bambini, saranno arrivati a casa traumatizzati.
Comunque tentai di fare un video e, per essere  un cellulare, non è venuto malaccio, ma preferisco linkarvi quello della premiere assoluta che ho trovato su Youtube, che rende abbastanza l'idea (anche se esser lì è tutta un'altra cosa).


E tutto questo era solo Disneyland, l'altro parco, Walt Disney Studios, è molto più piccolo, più adrenalinico, e tutto dedicato al mondo dello spettacolo, del cinema edegli effetti speciali. Le giostre più belle sono: in primis la Hollywood Tower (tower of terror) in cui, dopo una corposa premessa per creare atmosfera, si sale su degli ascensori che poi ti sbattono su e giù come uova. Decisamente potente. Altre attrazioni molto belle sono il Crush's Coaster (roller coaster di Nemo), davvero spettacolare, si sale su gusci di tartaruga che oltre alle classiche evoluzioni da montagne russe, girano anche su loro stessi.. ce lo siamo goduti dopo un'ora di coda ma vabè, ne è valsa la pena. Ancora di adrenalinico ci sono le montagne russe degli Aerosmith, anche queste al chiuso, molto simili alle Space Mountain, ma invece dei pianeti c'era la musica degli Aerosmith e un'ambientazione molto rockettara, con faretti, impalcature da concerto e quant'altro. Oltre a queste cose, negli studios ci sono anche due teatri che proiettano due spettacoli davvero molto belli, Cinemagique e Animagique, che, come altre cose, non sto qua a descrivervi, vi posso solo dire che sono crudelmente spassosi e toccanti... poi lo spettacolo degli stuntmen con moto, auto e Saetta McQueen, la Toy Story Playland, il Tour degli Studios, e altro ancora.
Detto questo, credo di aver fatto un sunto più che sufficiente della visita al più grande parco di divertimenti d'Europa, che, nonostante gli aspetti negativi di cui parlavo prima, resta comunque una delle tappe obbligate nel giro del mondo (in quanto a Europa, sono a buon punto!)
Arrivederci alla prossima avventura!

M