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sabato 31 marzo 2012

Io amo Moccia. (ma Moccia non ama me)

Ciao a tutti!! Rieccomi qua con spumante e stuzzichini alla cannella per festeggiare una serata diversa dalle altre: l'acclamato, ispirato e talentuso scrittore e artista Federico Moccia è sceso dai suoi 3 metri sopra il cielo e mi ha mandato a quel paese.
Sono quasi più felice di quella volta che mi ritrovai in una pozza di sangue caramellato a contorcermi con sopra di me Dario Argento che sghignazzava soddisfatto (sì, ho fatto un ruolo generico in un suo film in cui facevo facce cattive e morivo agonizzante tra litri di sangue, cose che capitano).
Sì, quasi.. perchè comunque, dietro alla faccenda c'è un fatto decisamente più serio e grave di quando le apparenze non possano far pensare.
Perciò senza ulteriori indugi, ecco a voi cosa ho pubblicato sulla pagina di facebook dello... ehm.. scrittore, segue la risposta molto bella ed educata di una fan (che si è dimostrata infinitamente più attenta, interessata e sincera dell'autore stesso), la mia replica e poi, finalmente, la risposta di Moccia, decisamente deludente ma assolutamente prevedibile.
IO
Caro Moccia,
sono un appassionato di letteratura e cinema (perciò ci si chiederebbe che caspita ci faccio in questa pagina), e sono fermamente convinto che tue “opere”, come Amore 14 tanto per citare il peggio, dovrebbero vietarle. Ma non per la terribile banalità e bassezza di qualità e stile, ma perchè si tratta di un messaggio profondamente diseducativo e pericoloso, e non fa altro che alimentare l'ignoranza e la superficialità di adolescenti e preadolescenti nei confronti delle relazioni di amicizia e amore e del sesso. Mi mette una tristezza enorme quando autori che hanno la capacità e le potenzialità di arrivare ad un pubblico vastissimo in una fascia di età delicata e splendida come quella a cui ti rivolgi te invece di essere realmente profondi, innovatori ed educativi (soprattutto in questo periodo di profonda crisi etica e culturale, prima che economica), non fanno altro che dare loro quello che vogliono, accontentarli con sentimenti da baci perugina e pensieri da cartolina, cavalcando l'onda di una vuota morale, falsa speranza e bassa commercialità, rendendo vano il lavoro silente e faticoso di tanti educatori (di cui sono solo l'ultimo e il più incapace) che invece vogliono far tendere a qualcosa di più alto del falso "insieme 4ever" di una coppia di tredicenni, a qualcosa di più vero del sesso fatto da bambini, a punti di riferimento più validi che dei ragazzini confusi e ignoranti che non vivono per nulla se non per "avere una storia” e "provare emozioni”. Vedere alcune scene più spinte o provocanti o anche solo “romantiche” dei tuoi film, e pensare che dietro a quelle scene c'era la mente di un cinquantenne sinceramente mi ha messo i brividi. Sarebbe stato meglio avessi saputo fosse tutto stato fatto da tredicenni per tredicenni.. ugualmente terribile, ma almeno avrei capito. Mi spiace, forse non ho pietà, ma ripeto che non è un discorso di gusto. I tuoi libri e fìlm non mi piaciono neanche un po', ma non ho mai scritto a nessun'altro di cui non mi piacessero i lavori, ora invece lo faccio perché penso che tali opere non siano solo brutte o inutili, ma che siano pericolose e devianti, peggio di tanta buona arte di persone che invece fanno fatica ad emergere perchè non hanno famosi genitori a fargli da apripista.
Severamente,
M

Elettra V.
Scusami Marco Mancia, ho letto il tuo commento riportato qui sotto e mi viene da domandarti: ma tu da ragazzino quando ti sei innamorato non hai pensato,con la "superficialità" tipica di quei pochi anni all'amore 4ever? Io ho visto il film Amore14 quando usci e non mi sono venuti i brividi (di fastidio) come dici tu anzi, è nata in me tenerezza per quell'amore cosi delicato e deluso ma non "finto" e quindi sessuato...o dobbiamo parlare di margheritine e polline in un periodo in cui le ragazzine si vendono per una ricarica telefonica?Personalmente ho trovato amore 14 una fotografia realistica,di una parte di realtà ovvio,ma non poteva essere diversamente,dipinta con i colori delicati dell'amore a quell'età...di una mancanza improvvisa...dell'insicurezza.Sarà perché l'ho guardato con i miei occhi e non con i tuoi...l'ho intetpretato con il bagaglio delle mie esperienze e non con le tue...Caro Marco,credo che la differenza stia nella cultura di ognuno di noi e non può essere un autore cinematografico a fare tutto il lavoro...gia' fa tantissimo se con estrema delicatezza disegna i confini di un'emozione d'amore 4ever mostrandone l'inconsitenza con quella bottiglietta di caffe e latte rotta a terra...

IO
Ciao! Chiamami pure Marco!.. o Emme :)
Cmq..... mah guarda, quando ero ragazzino ho avuto anche io il periodo di superficialità (per lo meno nell'affettività) in cui si crede che il primo amore sia per sempre, infatti, come dicevo, capirei benissimo se il film fosse stato fatto da tredicenni.. ma non è così.. Un "artista", o quantomeno un comunicatore dovrebbe rendersi conto di avere la responsabilità dell'educazione e non solo dell'intrattenimento di migliaia di persone.. Il fatto è che letteratura, cinema e comunicazione, soprattutto quando rivolte ad un pubblico così tanto giovane, dovrebbe costituire sì un divertimento, ma soprattutto un esempio, un insegnamento, qualcosa di saldo e valido per far crescere le nuove generazioni con dei valori saldi non proporre loro caricature della loro stessa superficialità, amplificata ed elevata a monumento dell'adolescenza moderna...
Non dico di parlare di margheritine e polline: la sessualità è un argomento serio e importante, ed è proprio per questo che non si può accettare che venga trattato con una superficialità da "uuh mi ha chiesto di farlo!! iih l'abbiamo fatto!! aah che fiko!!"... e non c'entra nulla il fatto delle "ragazzine che si vendono per una ricarica telefonica", la prostituzione è sempre esistita, e si tratta sì di un problema sociale, ma di certo non della normalità. Invece questi film si rivolgono alla massa, e dicono di parlare della vita di ragazzi nella media, non di delinquenti e prostitute, ed è proprio qui il problema: se si trattasse di un film su ragazze vendono il proprio corpo, capirei, ma qui si parla di ragazzine che dovrebbero essere considerate "normali", e che a 13 anni passano un'intera giornata a flirtare con uno sconosciuto e dopo pochissimo tempo ci fanno sesso, confrontano le dimensioni e le forme di disegni di peni con le amiche, e tutto mostrato in modo spontaneo e giocoso, e non come dei comportamenti essenzialmente sconsiderati quali sono, in modo da incoraggiare a queste cose, invece di proporre un esempio di relazione profonda e sana.
Per quanto riguarda questi discorsi e molti altri, ti do pienamente ragione, è assolutamante vero: "la differenza sta nella cultura". Se uno non sta ricevendo una sana educazione e una buona cultura, non si renderà mai conto che quest'arte è totale spazzatura, in senso artistico, tecnico, mediatico ed etico.
Prova a fare una veloce ricerca: vai sui più seri e autorevoli siti di cinema e libri, e guarda un po' le recensioni e le votazioni di libro e film, sia da parte del pubblico sia soprattutto da parte della critica: Imdb: 2.2/10, Filmup: 2/10, FilmTv: 2/5 da parte dello staff, 1/5 dagli utenti, Qlibri: 2/5, IBS: 1,9/5, MyMovies: 1,5/5, Anobii: 2,5/10............
O chi si intende e si occupa di cinema non capisce nulla (sarebbe un ossimoro), o Amore 14 è DAVVERO pessimo. Questo genere di film non parla dei problemi dei ragazzi d'oggi, ma È uno di questi problemi.
Concludo con un brano davvero interessante tratto da una recensione (cmq troppo morbida) di Amore14 su CineBlog:
"La differenza tra i ragazzi di oggi e quelli del passato è forse riscontrabile nel fatto che oggi sono diventati un bersaglio importantissimo del marketing, del mondo della comunicazione, ma soprattutto non sono più considerabili come una nicchia del mercato.
Sotto questa prospettiva appare evidente come il pubblico di Amore 14 possa accettare di buon grado che il film sia trasformato in un unico lungo spot di una nota compagnia telefonica, oltre che di altri marchi dedicati al target di riferimento. Il product placement non è certo una novità, ma siamo ben oltre gli standard da James Bond. Questo non è più cinema."

Federico Moccia
Disgustoso Marco Mancia, sei poco informato. Ho scritto il mio primo libro Tre metri sopra il cielo a ventisette anni pagandolo a mie spese e pubblicandolo in una piccola casa editrice Il Ventaglio nel 1992. Non ho avuto nessun genitore apripista come dici tu ma genitori che mi hanno insegnato a rispettare la gente che fatica e che solo per questo merita rispetto. Quindi non se ne avranno a male se ti mando a quel paese perché per quanto mi riguarda tu non hai fatto nulla se non rompere. Non venire nella mia pagina, non sei gradito.

IO
Mi spiace che tu non riesca a rispondere senza affibbiarmi aggettivi offensivi e mandarmi a quel paese, mentre quello che ho fatto io è una critica assolutamente priva di risentimento e offesa.
Premettendo che l'ultima frase era una provocazione (quindi da leggere come tale) che non era riferito ai libri, ma all'ambito cinematografico, e comunque non solo a te ma alla situazione attuale del cinema italiano, aggiungo che quella a cui ti sei attaccato era la parte più tralasciabile e meno importante del mio discorso, mentre hai ignorato completamente tutto il resto (e tutto il mio commento successivo), in cui parlavo di cose ben più importanti, complesse, serie e gravi.
Probabilmente non c'è nulla da aggiungere.
Legalmente la pagina non è tua, ma di facebook.
Ma puoi bannarmi tranquillamente, se hai un motivo valido per farlo. Io ho la coscienza a posto.
Dopodiché ha seguito il mio suggerimento (da solo ci sarebbe arrivato?) e mi ha bannato.
Ecco a voi un grande artista, aperto al dialogo e che accetta le critiche per migliorare se stesso e la propria "arte".
Baci a tutti! :)
M

domenica 18 marzo 2012

Giornale di navigazione #1

Avete presente, durante un viaggio per mare, quel momento in cui si è partiti da poco ma la costa è già abbastanza lontana da poter dire di essere al largo? Io si.
Avete presente come si sente il TomTom di bordo in quel momento? Io no.
Ma posso dirvi come si sente il suo cugino in servizio, cioè io, MotMot: bene.
Molto bene.
Troppo bene.
Forse perchè, come d'altronde dice Capitan Poppa, a causa delle mie contorte connotazioni tecno-genetiche la preoccupazione non rientra nella gamma di emozioni a mia disposizione...

"Dice bene, lei" avrebbe asserito uno dei vecchi docenti dell'accademia piratesca, e spero di "dir bene" più spesso e più a lungo, altrimenti il rischio è di perdere il posto di lavoro sul grande veliero, che ancora non può salpare definitivamente perchè la sua realizzazione non è stata del tutto ultimata e perchè l'equipaggio è ora diviso e ognuno sta compiendo un viaggio alla scoperta di sè, come Poppa, appena scampata magnificamente alla grande tempesta e ai temibili Colonnelli [QUI il resoconto], o come Bell'Ammiraglio, che, anche lui appena scampato alla terribile tempesta, è ora un eroico naufrago e sta nuotando verso lidi stranieri, le nebbiose lande britanniche, ove sosterà molti mesi per ampliare la sua conoscenza delle lingue e del mondo, cosa fondamentale per un ammiraglio che si rispetti [QUI le sue parole], ed è per questo che gran parte della ciurma si è ritrovata nelle notti scorse presso l'insospettabile covo piratesco biellese, per festeggiare degnamente il grande evento, a suon di birre e pompilli.. con la felice presenza di un nuovo anonimo (ma solo per ora) mozzo.

Ma manca poco al momento in cui vedremo per intero l'azzurro del cielo, e potremo solcare mari e cieli in cerca di bizzarre vicende.
2000 pezzi per 2000 avventure... e sia!

MotMot